Interrompo per un attimo la diatriba “il blog continua, il blog finisce qua” per raccontare cosa mi è successo ieri.
Salgo sull’autobus, verso le sette di sera, come tutte le sere, e mi siedo accanto a un tizio, all’apparenza normale, con un libro in mano e gli occhiali.
Io sono tranquilla, mi leggo un opuscolo di Fnac per passare il tempo.
Dopo un po’, il tizio inizia a guardarmi fisso, io sono preoccupata, ma penso che mancano poche fermate e poi scendo.
All’improvviso, il tizio, con mio sollievo, si alza e si avvicina alla porta.
Poi, mi fissa con odio, si avvicina e mi sputa in testa.
Indifferenza generale, autobus pieno e nessuno fiata.
Io mi alzo indignata, vado dall’autista e gli dico che uno mi ha sputato in testa, mentre il pazzo inizia a gridare e inveire contro di me.
L’autista la prima cosa che mi dice è se IO ho fatto qualcosa al tizio che mi ha sputato in testa….
Poi mi dice che non ci può far niente…
Poi quando il pazzo continua a sbraitare frasi orribili dice che forse può chiamare i carabinieri…
Nel frattempo, per fortuna, arriva la mia fermata, che è proprio davanti la caserma dei carabinieri.
Ma ho un attimo di panico puro, perché temo che il folle scenda insieme a me.
Invece non scende.
Però oggi risalendo sull’autobus avevo paura, nonostante tenessi in mano un grosso ombrello, pronta a difendermi stile Metropolitana di Roma…



