Mercoledì scorso a torino c’è stato il diluvio: per un’ora e mezza è piovuto, grandinato, poi ripiovuto a catinelle, poi rigrandinato e poi ripiovuto a secchiate; insomma, è venuta giù tanta di quell’acqua che si è allagata un bel po’ di roba: la stazione di Porta Nuova era una piscina, le aule universitarie di Palazzo Nuovo idem (chiamare una roba “nuova” a Torino porterà sfiga?), corso Belgio era ricoperta da 20 centimetri di grandine, piazza della Gran Madre un lago, corso Casale e corso Moncalieri torrenti di fango che provenivano dal precollina.
Mentre pioveva grosso così mi son rifugiata alla rinascente, ho guardato tutti i piani, tutti i negozi, ho guardato tutto darty e poi pioveva ancora…
Alla fine mi sono scocciata e sono uscita, pensando che sotto i portici non pioveva, invece via roma era allagata, si faceva fatica a non scivolare camminando; poi ho preso un tram, che pareva andasse avanti normalmente, son scesa a piazza Vittorio, che nel frattempo era un inferno di clacson, allarmi, sirene dei vigili, ambulanze, polizia e l’elicottero dei vigili del fuoco che girava basso e lugubre.
Tutto il traffico bloccato, in tutte le direzioni.
Alberi abbatutti, la strada ricoperta di foglie spappolate dalla grandine.
Nessun pullman alla fermata per tornare a casa e una folla incacchiata e bagnata che aspetta invano.
Per passare il tempo e ritemprarmi vado a pigliarmi un gelato; nel frattempo passa un autobus, che io non mi sogno neppure di prendere, perchè è assaltato dai più inferociti.
Aspetto ancora un po’ ma è sempre tutto bloccato, poi mi stufo e inizio a camminare: faccio tutto il percorso del bus che non ho preso, che supero più volte guardando le sardine dentro…
corso Regina con gli alberi spogliati dalla grandine e le macchine inchiodate coi passeggeri imbufaliti
piazza Borromini un torrente di fango e pietrisco…
corso Casale idem, con tutti i negozi allagati e i commercianti disperati che gridano che è la fine del mondo…
la chiesa della Madonna del Pilone allagata da un metro d’acqua e col piazzale ridotto a una palude e tutte le macchine parcheggiate fumanti e da buttar via…
Poi finalmente arrivo alle pendici della collina, ho le ballerine argentate piene di fango, i pantaloni fradici e i piedi distrutti, sono uscita dal lavoro alle cinque e mezza e son quasi le nove, ma vengo raccattata dai parenti che son scesi a recuperarmi…
E m’è andata ancora bene, una mia collega (incinta) è stata due ore in piedi sui sedili di un pullman allagato, finchè non sono arrivati i pompieri a tirar via 80 centimetri d’acqua!






