Stamattina è stata una lunga e ansiosa attesa, poi finalmente alle 11 passate arriva un sms “circolare”: mezz’ora prima Caterina, la figlia della mia migliore amica, è nata! Nonostante venerdì 17! Tiè!
In questi giorni ho bazzicato parecchio sul lungofiume: la mia amica abita da quelle parti e, costretta a stare in casa per evitare contrazioni in anticipo, passavo spesso a salutarla, a piedi, perché Corso Casale è bloccato sia in una direzione che nell’altra, sempre, a ogni ora.
Camminando lungo il Po, ho fotografato una roulotte su una zattera che galleggia sul fiume, la foto che ho messo nell’header: a parte la curiosità di sapere chi ci abita e come ha fatto a varare la zattera, mi sembra il simbolo di come mi sento in questo periodo, precaria che più precaria non si può, ancora meno a posto che una barca in un bosco…
Per far passare la lunga mattinata di un giorno buio e avvolto nella nebbia, sono andata dal giornalaio e ho comprato anche Vanity Fair, tanto per leggere qualche pettegolezzo scemo, da femminucce: tipo che Previti, condannato agli arresti domiciliari, prende comunque circa ventimila euro al mese di stipendio da parlamentare, ed è anche interdetto dai pubblici uffici. O che siamo l’unico paese europeo dove si pagano i costi di ricarica del cellulare e nonostante siano state portate moltissime firme con la petizione per abolirli, ci sono ancora.
Oggi è anche un anno che scrivo su questo blog, all’inizio mi leggevano in pochissimi, ora le visite giornaliere a volte sono altissime, le cifre stupiscono anche me, poi quando vado a leggere le chiavi di ricerca capisco tutto: ho scritto 168 post normali e uno solo sul sesso, il 99,99% delle ricerche portano a quell’unico post!