SBLOGG – Il peggio del meglio del peggio

30 Ottobre, 2006

Revolution from within

Archiviato in: Books, Women — by coneja @ 7:38 pm

Il titolo del post è il titolo, in originale, dell’interessantissimo e colto (non è il solito manuale facilone che insegna in dieci lezioni a “come essere felici pur essendo pici”!) libro che sto leggendo: Autostima di Gloria Steinem, che mi ha fatto pensare a un po’ di cose, soprattutto alla vita di Marilyn Monroe, una delle donne più desiderate, bella e anche ricca, che avrebbe potuto avere qualsiasi uomo e che, però, è morta suicida, ancora giovane e bellissima (anche se ci sono tesi complottistiche a riguardo, il suicidio rimane la causa più probabile).

Marilyn mi ha fatto riflettere ancora sul libro di Giacobbe “Come diventare bella, ricca e stronza”, di cui avevo già parlato in un altro post, che risulta essere una delle cose più lette del blog. Marilyn viene descritta più volte come modello di seduzione in questo libro, soprattutto perché “si muoveva, parlava e sospirava come una gatta in amore”.

Per ricapitolare, il libro sul come diventare stronze e ricche, dice che le donne fanno molta meno fatica a sposare un uomo ricchissimo per interesse, prendergli tutti i soldi e “spennarlo come un pollo”, divorziando, piuttosto che guadagnare da sole il necessario per vivere.

Quello che non mi convince del ragionamento di Giacobbe è il presupposto iniziale (che poi viene spiegato in fretta alla fine del libro) che per autorealizzarsi basti alle donne diventare belle e ricche e stronze.

Oltretutto la definizione di stronza, cioè la donna adulta che si applica alla soluzione del problema della propria felicità e non al problema della felicità degli altri ed è indipendente, autonoma e autosufficiente, è in netto contrasto con quello che va a spiegare prima, cioè come diventare un po’ puttane, bellissime dee del sesso e fingere di essere delle bambole completamente disinteressate e sceme per farsi sposare.

Secondo me, se si è già indipendenti, autonome e autosufficienti, cioè stronze nella definizione che ha messo lo stesso Giacobbe, non c’è nessun bisogno di barattare sesso, fascino e bellezza in cambio dei soldi di qualcun altro e tutto il ragionamento del libro mi pare campato in aria!

25 Ottobre, 2006

Diet, drugs & rock’n roll

Archiviato in: me — by coneja @ 10:50 pm

Oggi è stato il primo giorno che ho preso la mia droga quotidiana, gli ormoni che la mia tiroide pigra non produce e che mi fanno dannare da mesi, provocandomi un sacco di fastidi, il peggiore: botte di depressione molto forti e improvvise.

Prendendo una pastiglina minuscola (25 grammi), il mondo è cambiato: non sono più così stanca già prima di alzarmi dal letto, il cervello è più lucido (sempre nei suoi bei limiti ;) ), addirittura dopo il lavoro ho ancora avuto la forza di andare a spasso, girare per negozi e librerie, cosa che non riuscivo più a fare da mesi, perché ero stremata…

Speriamo l’effetto duri, anche perché una volta iniziata, questa cura non si può più smettere!

La cosa peggiore da sopportare è la dieta, oggi uno dei miei capi festeggiava pure lui gli anni e ho visto sfilarmi sotto il naso paste e salatini, senza poterli mangiare…

Anche peggio è andare al bar, dove mi posso permettere al massimo un caffè decaffeinato (sennò non dormo) con il dolcificante! PUAH! Andare da Mulassano (per i non torinesi, noto caffè storico in piazza Castello) e pigliare un decaffeinato, all’ora dell’aperitivo, è veramente un castigo divino!

Il rock’n'roll invece non c’entra nulla, ma ho sfoggiato la montatura nuova degli occhiali e mi stanno davvero bene! (quest’ultima frase evidentemente è stata scritta sotto l’effetto di sostanze dopanti!) :)

23 Ottobre, 2006

How to be insensitive

Archiviato in: me — by coneja @ 12:28 am

Raccontano che 34 anni fa, un lunedì mattina grigio del 23 ottobre, a due passi dalle rive del Po, nacque una bambina.

Per poco non venne alla luce nell’atrio o nell’ascensore dell’ospedale, dato che la nascita era prevista almeno tre mesi dopo e la madre dovette litigare con il proprio ginecologo, che era sicurissimo di aver ragione, non sapendo che la suddetta nascitura amava far sorprese…

Insomma, oggi è il mio compleanno.

Non mi metto a fare bilanci sulla vita, anche perché li ho già fatti verso fine settembre-inizio ottobre, quando per me inizia veramente l’anno nuovo, e poi perché di paranoie su questo blog ne ho scritte abbastanza (facendo la figura di una persona noiosa e depressa).

Voglio dedicarmi una bella canzone, sperando davvero di imparare a essere insensibile almeno con la vecchiaia che avanza! :)

16 Ottobre, 2006

Sesso bestiale!

Archiviato in: Books, Humor, love — by coneja @ 4:17 pm

Il libro di cui parlavo nel post prima, ha un intero capitolo che parla di sesso, dell’amore tantrico e delle radici orgasmiche della pronoia e che cerca di ribaltare il famoso detto l’amore consiste nell’essere cretini insieme di Paul Valery in una cosa che potrebbe assomigliare a l’amore è essere intelligenti insieme!

Ci sono anche dei mirabilia sul sesso tra gli animali:

 

L’orgasmo di un maiale può durare fino a 30 minuti. Gli oranghi e i macachi si masturbano con giocattoli sessuali fatti di foglie e ramoscelli. Le femmine di coccinella possono copulare fino a nove ore di fila e i maschi sono in grado di avere tre orgasmi per ciascuna sessione amorosa, ciascuno della durata di un’ora e mezza. Se dovesse decidere tra avere un pene più grosso e vivere in un mondo senza guerra, il 90 per cento degli uomini sceglierebbe la pace universale. Circa l’8 per cento dei montoni dall’allevamento preferisce come partner sessuale un maschio.

Appena ha inizio il coito, la femmina della mantide religiosa stacca la testa al maschio e la mangia. Il clitoride di un elefante femmina adulto è lungo tra i 15 e i 30 centimetri. La femmina della iena maculata ha un clitoride così grande da essere frequentemente scambiata per un maschio. L’ostrica, di solito, è bisessuale: comincia a vivere come un maschio, poi si trasforma in femmina, poi ritorna maschio e poi di nuovo femmina.

I fumetti di Paperino vennero per un certo tempo censurati in Finlandia perché il protagonista girava sempre senza pantaloni. Alcuni delfini cercano di avere incontri sessuali con tartarughe, squali e foche. Come preliminare amoroso, il cosiddetto grillo “strepitans” immobilizza la femmina con l’arpione che ha sulla schiena. Le lumache sono ermafrodite e hanno il pene sulla testa. Gli insetti stecco asiatici a volte copulano per dieci settimane filate. Alcune muffe si presentano in 500 generi diversi, e almeno 13 devono collaborare per potersi riprodurre.

Alfred Kinsey, che ha compiuto studi fondamentali nel campo della sessualità, ha dichiarato: “L’unico atto sessuale contro natura è quello che non si riesce a praticare”.

 

da R. Brezsny, La pronoia è l’antidoto alla paranoia

12 Ottobre, 2006

La pronoia è l’antidoto alla paranoia

Archiviato in: Books, me — by coneja @ 10:46 pm

In questi giorni ho cercato di distrarmi dai miei affanni quotidiani e di far tacere l’ansia che urlava a più non posso con trastulli vari. Uno dei metodi più efficaci è giocare in modo pesante adAnimal Crossing per il Nintendo Ds (grazie Ken che me l’hai consigliato!) e l’altro è leggere, come al solito…

Un libro molto fricchettone sia nel contenuto che nella veste grafica è La pronoia è l’antidoto alla paranoia. 888 metodi per diventare selvaggiamente felici, scritto da Rob Brezsny, di cui leggo ogni settimana l’oroscopo online su Internazionale e che ho già citato in un altro post.
La pronoia è un vocabolo nuovo, coniato dal paroliere dei Grateful Dead, John Perry Barlow, che la definì come l’antitesi della paranoia: “il sospetto che l’universo cospiri a farti del bene”.

Il libro è per ora (sono a meno di metà) bello, divertente, ironico e l’autore non si piglia mai troppo sul serio. Fa veramente vedere le cose da un altro punto di vista ed è un toccasana per il mio pessimismo cosmico, mentre aumenta il mio senso dell’ironia.

Tutto il contrario del Come diventare un Buddha in cinque settimane, manualetto del famigerato Giacobbe, che al posto di risolvere i miei problemi o di darmi anche solo un po’ di conforto, mi aveva gettato in uno stato di crisi totale, probabilmente perché sono troppo emotiva e passionale, al momento, per poter aspirare alla buddhità, che consiste nel non avere aspettative e nel liberarsi da ogni attaccamento (pure Siddharta in persona, nell’omonimo libro di Hesse, raggiunge l’illuminazione solo quando ha vissuto, sofferto, amato…).

Se mi liberassi dalle aspettative e dagli attaccamenti, non mi rimarrebbe nulla, non arriverei all’illuminazione, ma avrei perso qualsiasi motivo per cui potrebbe valer la pena di vivere e di continuare ad alzarmi al mattino e andare avanti nonostante tutto…

Boh, non so se sono stata molto chiara in questa mia farneticazione, ho il neurone marcio e l’argomento non è dei più semplici, in questo periodo sto riflettendo molto sul senso della vita (mi sento quasi Marzullo quando mi pongo domande su questo :D ), magari ne parlerò ancora, citando anche Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, che sta leggendo anche Slaymer

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