
Guarda che luna
Inserito originariamente da conej@
Erano secoli che cercavo di fotografare la luna.
Alla fine, dopo vari tentativi riusciti male, ho imparato.
Questa foto non è nitidissima, ma mi piace il colore.

Guarda che luna
Inserito originariamente da conej@
Erano secoli che cercavo di fotografare la luna.
Alla fine, dopo vari tentativi riusciti male, ho imparato.
Questa foto non è nitidissima, ma mi piace il colore.
Perché mi viene in mente di scrivere qualcosa nel blog proprio quando non ho assolutamente il tempo per farlo?
E perché quando ho tempo non mi ricordo cosa piffero volevo scrivere?
In questi giorni a Torino si superano spesso i 30 gradi, eppure è pieno di donne con gli stivali.
Alti, in cuoio, arrivano quasi al ginocchio e quasi tutte quelle che ho visto li mettono senza calze.
Io gli stivali alti di cuoio non li sopporto nemmeno quando nevica, come fanno a non strapparseli via?
E poi, chi ha deciso che gli stivali si mettano anche quando c’è il sole che spacca le pietre e non si tratti di affrontare a cavallo di un mustang il Texas?

conej@ e Presta
Inserito originariamente da conej@
Erano anni che non andavo più alla Fiera del Libro di Torino.
Un po’ perché è appunto una fiera, quindi c’è di tutto ed è molto dispersiva, un po’ perché il Lingotto è lontano e mi fa pure schifo come posto.
Però alla radio avevo sentito che ci sarebbe stato Marco Presta, uno dei conigli ruggenti, a presentare il suo libro Il Paradosso Terreste, allo stand dell’editore Aliberti, e quindi sono andata a salutarlo!
Altri personaggi incontrati o solo incrociati: Piero Dorfles, Fausto Bertinotti, Cirri&Solibello, Patrizio Rispo, Bjiorn Larsson…tutti meno simpatici dell’amato Presta!
La fiera è molto stancante perché è caratterizzata da un rumore di fondo mostruoso, non ci si può concentrare su nulla e anche parlare è difficile, da una parte rimbomba una trasmissione in diretta, dall’altra c’è un dibattito con concerto e altoparlanti a palla e in più se ci sono un paio di cose interessanti, sono tutte e due alla stessa ora e in due sale agli antipodi l’una dall’altra…
Insomma, una cosa elefantiaca da vedere almeno una volta, ma i libri preferisco vederli e comprarli con più calma e silenzio.
Inserito originariamente da conej@
Dopo mesi, riscrivo qualcosa nel blog.
Sono stata a Roma a vedere Italia Galles di rugby, ho vinto i biglietti mandando un sms e così ho festeggiato anch’io i dieci anni dell’Italia al 6 Nazioni.
Veramente io il rugby in tivvù lo guardo già da prima, non ho mai capito perché mi affascini così tanto questo sport, dato che detesto la violenza, provo dolore anch’io quando i giocatori si fanno male sul campo e non ho mai avuto trasporto ormonale per dei bestioni muscolosi quali sono i rugbisti.
Però il rugby è bellissimo lo stesso!
Al Flaminio davvero è veramente tutta un’altra cosa: la luce di Roma a marzo mette di buon umore, allo stadio sono tutti seduti composti, ci si alza solo in occasione di mete e azioni entusiasmanti e l’atmosfera è piacevole e festosa.
I gallesi poi li ho trovati spettacolari: moltissimi erano gia’ ubriachi prima di arrivare allo stadio, però c’erano anche ragazze, vestite da fiore o con abiti tradizionali, persone di una certa età in mise stravaganti, tutti allegri e con molta voglia di divertirsi e cantare.
Il personaggio della foto aveva un bellissimo cappello-drago, l’ho incontrato nel dopo partita, gli ho chiesto se potevo fargli una foto, perché aveva un cappello troppo bello e lui s’è messo in posa con la moglie, dicendo che ne era molto orgoglioso!
Supportato da WordPress.com